09.03.2010 18:14 di Giovanni Cimino
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Fonte:tuttoreggina.com
La cosa forse più brutta per un tifoso e per un commentatore è quella di dire che il punto di Piacenza è un buon punticino che serve a muovere la classifica e a dare continuità ai risultati. Niente di più deprimente per una formazione e una tifoseria ambiziosa. Anche leggermente frustante a dirla tutta. Probabilmente dovevamo fare di un sol boccone di questo Piacenza, che per carità è una più che discreta squadra, ma non questa trascendenza assoluta. Gli amaranto tornano a casa con il tanto ambito punticino, perchè questo era l'obiettivo principale, non perdere.
Egoisticamente volevamo la vittoria, i tre punti, magari sperare in una rapida ed entusiasmante scalata, ma questa stagione è l'esatto opposto di tutte le aspetttive più rosee e ottimistiche, bisogna sempre guardare in basso, stringere i denti e sperare di rrivare indenni alla 42esima giornata con la salvezza in tasca. Purtroppo la Reggina versione 2009/2010 non è stata e non lo sarà nel proseguimento dell'annata una squadra normale, ma piuttosto un gruppo funestato da problematiche di ordine psicologico e di mancanza di personalità. Piacenza era una partita da fre propria, da aggredire, da vincere senza molta difficoltà, invece non si è osato, non si è proposta una minima situazione concreta di azione offensiva. Ma vi immaginate se la squadra tornava a casa con sul groppone un'altra sconfitta? Sarebbe stato come ripiombare all'inferno e la sfida di Modena sarebbe stata un altro step da dentro o fuori. Con il punticino, che non muovo granchè la classifica, la squadra resta a galla e può affrontare sabato prossimo i canarini con un minimo di serenità e magari pensare a vincere.
Quindi, viste tante situazioni contingenti, il punto di Piacenza è ben accetto e bisogna anche capire come la politica della critica e della delusione da parte della tifoseria e dell'opinione pubblica non può che danneggiare la squadra, un malato in via di guarigione. Non dobbiamo e non possiamo recriminare su discorsi oramai molti e sepolti, come la consistenza e il numero esiguo di alternative offensive, adesso bisogna prendere coscenza della situazione della Reggina 2009/2010.
Dobbiamo ricordare un dato molto importante:per la seconda gara di fila, gli amaranto hanno mantenuto imbattuta la propria porta. E di questi tempi è qualcosa di molto importante.
Una statistica favorevole a testa per sperare: da quando esistono i playoff, in serie A ci è sempre andata la terza classificata nella stagione regolare; al Torino però le finali playoff portano bene, vedi precedenti con Perugia e Mantova. Clima infuocato al Rigamonti dopo i veleni della vigilia: i due presidenti che si sono beccati a distanza, sono entrambi in panchina.
Colantuono sorprende tutti lasciando fuori Scaglia e Antonelli: 3-4-1-2 per i granata con D’Ambrosio avanzato a centrocampo e Gasbarroni dietro a Bianchi e Salgado. Non è una novità il 3-5-2 dei lombardi: a centrocampo Cordova sostituisce lo squalificato Budel, mentre in difesa De Maio rimpiazza Mareco. Subito ritmi altissimi e partita di grande intensità. Il Brescia parte forte e al 7’ Vass sfiora il gran gol con una conclusione potente da fuori. Il Toro però non può farsi schiacciare e replica immedi...